La felicità del lupo di Paolo Cognetti – Premio Strega 2017 per «Le otto montagne» – è terzo nella classifica dei libri più venduti in Italia, e racconta la storia di uno scrittore fallito che si rifugia “ad alta quota”, nell’immaginario villaggio di Fontana Fredda sulle Alpi valdostane.

Paolo Cognetti

Uscito il 26 Ottobre 2021 e presentato giovedì 11 novembre alle 21 al Teatro Parenti con il cantautore Vasco Brondi, il nuovo romanzo di Paolo Cognetti è un’ode alla natura e un manuale sulle seconde possibilità nella vita. Un libro che è disseminato di citazioni letterarie, che rievoca Jack London e McCarthy, ma anche Karen Blixen, ispirandosi alla struttura delle Trentasei vedute del monte Fuji.

“Sì, anche i dialoghi secchi – afferma Cognetti – come in McCarthy e Kent Haruf. E c’è anche Karen Blixen, non tanto per Il pranzo di Babette, ma per La mia Africa. È un mito: la poetessa e nobildonna danese che va a finire in Kenya in mezzo a quell’umanità così potente e primitiva e se ne innamora. Sono andato nel quartiere di Nairobi, si chiama Karen, dove c’è la sua casa museo”.

La felicità del lupo: la trama

Il romanzo racconta la vita di Fausto, scrittore quarantenne senza successo, che si trasferisce nell’immaginario villaggio di Fontana Fredda sulle Alpi valdostane. In questo villaggio, dove lavora come cuoco, conosce una ragazza – più giovane di lui – e un montanaro – più vecchio di lui. Eppure un giorno Fausto decide di lasciare la montagna e anche Silvia con cui condivide più che un’amicizia.

Sopra tutto viene evidenziato il tema dell’amicizia:

“C’è una cosa che ho sperimentato in montagna e che qui non c’è: il desiderio di farsi compagnia. Là veramente in alcune stagioni siamo in quattro. O facciamo amicizia io e te, ci diamo un po’ di calore, altrimenti si resta proprio soli. Là si è più disponibili al contatto con chi magari sembra molto diverso da noi. È una conseguenza della solitudine”.

Paolo Cognetti, Repubblica

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Daniele Guidi