La Felicità degli altri è il nuovo film di Daniel Cohen: si tratta di una commedia apparentemente dai toni leggeri ma che ambisce come tema a far riflettere lo spettatore su più sfumature.

La domanda è infatti: possiamo essere davvero felici del successo degli altri? Non appena crei qualcosa, per gli altri crei una sfida, afferma il regista, ed ecco che l’invidia, ad esempio, può rovinare anche l’amicizia. I veri amici quindi, il film ci insegna si vedono nel momento del successo.

“Prima di essere un film, La felicità degli altri era uno spettacolo teatrale che è stato messo in scena più volte. Sono comunque sicuro che qualsiasi spettatore possa relazionarsi con la storia. Non appena crei qualcosa, per gli altri è una sfida. Ricordo che, quando ho iniziato a fare cinema oltre che teatro, ho ricevuto tantissimi commenti positivi ma anche reazioni violente… Ognuno giudica gli altri con se stesso nel mirino. Sono felice di aver trovato la chiave per farne il soggetto di un testo teatrale e poi di un film”.

Daniel Cohen

Ma ci sono altre importanti sfumature che emregono lungo il racconto: ad esempio la sentita necessità di dover prendere in mano la propria vita, quindi agire concretamente per cercare di migliorarla. Ma vi è anche la perdita del rispetto, la prevaricazione, la gelosia e così via, tutte emozioni e sentimenti umani. Ma soprattutto e ancora l’amicizia, quella vera.

Tra i personaggi e gli attori: Vincent Cassel (Marc) attende una promozione sul lavoro e Bérénice Bejo (Léa) ha scritto il suo primo romanzo. Karine e Francis, sono gli amici di vecchia data della coppia, quindi si tratta di un gioco a 4.

Karin, il personaggio che interpreta Florence e Marc, interpretato da Vincent Cassel, si scontrano entrambi con i propri limiti: vorrebbero superarli, vorrebbero andare oltre ciò che sono ma falliscono. Di fronte al successo letterario di Léa, vorrebbero non aver paura, non essere gelosi, ma è troppo difficile.

Daniel Cohen

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