L’importanza di arte e cultura che non vanno dimenticate

Arte e cultura non vanno dimenticate, le opere d’arte, infatti, “sono la sola cosa che resterà di noi”. Bisogna anche ripensare l’arte a nuovi modi di coinvolgere il pubblico, già dal primo sguardo che rivolgiamo ad un’opera d’arte.

Esse sole recano l’evidenza che nel corso dei tempi, fra gli uomini, qualcosa è realmente accaduto

IlFattoQuotidiano – Arte e cultura sono la sola cosa che resterà di noi. A chi ha dubbi consiglio Lévi-Strauss

Perchè queste attività che producono solitamente un grande indotto oggi faticano ad essere ripensate. Basti pensare che il museo del Louvre – investito in pieno dalle conseguenze della pandemia con la chiusura dei siti culturali nel 2020 – ha subito un calo di frequentazione del 72%. (Ansa- 8 Gennaio 2021). Basti anche pensare all’importante ruolo dell’Arte nell’educare ai valori della sostenibilità e al suo l’impegno per salvare l’ambiente

C’è chi pensa di stimolare il pensiero critico – come Julie Carmean e Deborah Howes – per suscitare risposte creative da parte del pubblico. Ovvero il concetto chiave da cui ripartire sarebbe “la costruzione di un dialogo efficace tra un pubblico virtuale e un oggetto museale, dal quadro seicentesco all’installazione moderna”.

Ripensare arte e cultura: i 5 tipi di pubblico

Per ripensare musei, teatri, cinema, Finestre sull’Arte, racconta i modi che hanno aumentato la nostra consapevolezza sulla responsabilità che i musei hanno nei confronti di 5 tipi di pubblico.

Residenti, turisti, mondo scolastico, artisti e lavoratori: ognuno con le sue peculiari caratteristiche e di cui oggi va tenuto conto quando si tratta di responsabilità civica e culturale.

Leggi l’articolo integrale su Finestre sull’Arte

Ma c’è un’altro fattore importante per arte e cultura: imparare a guardare. Ecco un bell’articolo da leggere, dove il designer Riccardo Falcinelli, insegna agli italiani distratti l’arte di guardare con attenzione.

Considerate secondo una scala millenaria, le passioni umane si confondono. Il tempo non aggiunge né sottrae nulla agli amori e agli odi provati dagli uomini, alle loro promesse, alle loro lotte e alle loro speranze: in passato e oggi, questi sono sempre gli stessi. Sopprimere a caso dieci o venti secoli di storia non intaccherebbe in modo sensibile la nostra conoscenza della natura umana. La sola perdita insostituibile sarebbe quella delle opere d’arte che questi secoli avranno visto nascere. Gli uomini, infatti, differiscono, e anche esistono, solo attraverso le loro opere. Esse sole recano l’evidenza che nel corso dei tempi, fra gli uomini, qualcosa è realmente accaduto”.

Claude Lévi-Strauss, nel titanico finale di Guardare, ascoltare, leggere (Il Saggiatore, 1994, traduzione di Francesco Maiello).