San Marino Amazon: per chi non sa cosa stia accadendo, dopo la notizia uscita sul Corriere, le genesi della lunga vicenda nasce nel lontano 2014.

Nel Dicembre 2014 il sito dell’emittente di Stato San Marino Rtv avvisava che Amazon non avrebbe più fatto spedizioni dei suoi prodotti nella Repubblica Sanmarinese, pur di non pagare la tassa o imposta monofase prevista per le importazioni. L’imposta monofase è fata sulle importazioni del 17% equivalente all’IVA italiana).

La decisione, arrivò dopo il ritiro di tre bancali di merce da parte di agenti della Polizia civile ed in seguito al rifiuto, da parte di Amazon – multinazionale fondata da Jeff Bezos – di adeguarsi alle normative sanmarinesi. Di seguito la compagnia ritirò i pacchi sotto sequestro e rimborsò tutti i cittadini ai quali la merce non fu consegnata. In seguito la decisione della multinazionale di bloccare tutte le spedizioni sul territorio.

Il Ministero delle Finanze Sanmarinese rispose prontamente:

“In questi ultimi mesi ci sono stati diversi contatti tra San Marino e gli uffici legali di Amazon in Lussemburgo. Abbiamo fatto presente alla multinazionale che anche a San Marino le imposte vanno versate al momento dell’importazione. Il versamento può essere fatto dal venditore, in questo caso da Amazon, oppure dal corriere che consegna la merce in Repubblica”.

IlFattoQuotidiano – Amazon ferma le spedizioni a San Marino. Pur di non pagare la tassa

San Marino Amazon: sulla via della risoluzione

Nonostante i blocchi e le richieste di adeguamento alle normative, i cittadini sanmarinesi, sono comunque riusciti a farsi recapitare i pacchi con uno escamotage:

…provando e riprovando hanno capito che bastava cambiare solo il Cap all’indirizzo sammarinese! E la merce, come d’incanto, è stata consegnata a San Marino presso la loro abitazione.

La vecchia questione è riemersa ultimamente nei giorni di festa e forse in maggior parte dovuto anche alla situazione attuale della pandemia di Covid.

Ad oggi, però la storia sembra volgersi verso un lieto fine: il ministro dell’industria e del commercio, Fabio Righi, ha spiegato: “Stiamo prendendo contatto con le principali piattaforme di commercio online fra cui Alibaba, affinché il nostro Paese sia servito. Siamo pronti a sederci al tavolo anche con Amazon per trovare una soluzione che non penalizzi consumatori e aziende. Siccome di fatto Amazon continua a operare sul Monte credo sia nell’interesse di tutti normalizzare e armonizzare i rapporti”.

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