Il futuro è nelle piattaforme online e nei pagamenti digitali per l’Italia, così come per ogni paese: il prossimo step è l’evoluzione dei servizi per una sempre più evoluta trasformazione digitale.

Piattaforme in grado di integrare i pagamenti digitali con una serie di servizi correlati, come ad esempio la gestione dell’intera pratica di un sinistro o dei rapporti tra fornitore e azienda, in termini di impegni contrattuali, fatture e pagamenti alla scadenza. E’ questo il futuro del mondo dei pagamenti descritto dal Ceo di PayDo, Donato Vadruccio, ideatore della piattaforma Plick che consente di inviare denaro tramite whatsapp, sms e mail senza scaricare app.

Ansa – PayDo, il futuro è nelle piattaforme digitali

Pagamenti e piattaforme digitali: la rivoluzione cashless

Pagamenti digitali: a che punto è l’Italia?

Il 31 dicembre 2020 entra infatti in vigore la PSD2, direttiva europea con la quale si tenterà di dare un giro di vite sulla sicurezza delle transazioni online, creando un nuovo standard normativo. Il punto cruciale riguarda la protezione dei dati dei cittadini.

L’open banking, che deve la sua fortuna alla direttiva PS2, e che cambierà il mondo, come afferma Osservatori Digital Innovation, si sta evolvendo nella forma più ampia dell’Open Finance e dell’Open Innovation per il mondo finanziario. I servizi finanziari, infatti, stanno evolvono e le nuove leggi aprono la strada ad un nuovo modo di fare banca, sicuramente più agile e flessibile rispetto ad un tempo, ma comunque prospettiva non evitabile dal sistema bancario attuale.

Angelo Bonanata – Open banking e open finance: le sfide ad un anno dalla Direttiva PS2

Anche se negli ultimi anni e più velocemente negli ultimi mesi il mondo dei pagamenti digitali si sta evolvendo nel concreto e crescendo, la digitalizzazione dei pagamenti sembra che in Italia sia lenta. Ad afferemarlo è il CEO di PayDo, Donato Vadruccio.

…”bisogna trasformare processi tradizionali in processi sempre più digitali, anche alla luce delle nuove necessità imposte dalla pandemia”. Inoltre “bisogna lavorare anche dal punto di vista culturale”, perché “in Italia c’è un forte attaccamento al contante. E un paese basato sul contante è arretrato e perde opportunità di crescita” 

Donato Vadruccio, CEO PayDo, ideatore della piattaforma Plick. 

Biometria e protezione dei dati

PuntoInformatico punta l’attenzione sulla biometria:

La PSD2 forza pertanto l’utilizzo di un processo di Strong Customer Authentication nel quale l’utente utilizza almeno due dei tre elementi cardine dell’autenticazione: conoscenza (PIN, password), possesso (carta di credito, token), inerenza (biometria).

Ci sarà sempre più biometria nei pagamenti digitali

I dati biometrici saranno sempre più utlizzati per i pagamenti digitali: questi dati infatti, sono in grado di identificare univocamente un individuo per autorizzare pagamenti a distanza in modo protetto e garantendo sicurezza.

Quale è il punto della situazione per la protezione dei dati personali?

Leggi:

Riconoscimento biometrico, la protezione dei dati personali – RiskManagement360

Daniele Guidi, Italia digitale: ecco i progetti chiave – di innovazione tecnologica