Parlando di arte digitale contemporanea e prendendo in considerazione la tecnologia attraverso la quale si eprime, si può oggi sostenere si tratti di una vera forma artistica e “originale ed autentica” ?

La tecnologia e il digitale stanno crescendo tantissimo, tanto è che il mercato dell’arte ne ha avuto giovamento anche durante il lockdown degli ultimi mesi. Il processo di integrazione di arte e tecnologia ha avuto una grande accelerazione, tanto è che i grande player di settore hanno fatto ricorso alla piattaforme online per la vendita delle opere d’arte.

Tuttavia l’arte digitale è considerata da molti un’arte minore, cosa che invece molti artisti anche del passato non sostengono. Molti si chiedono se l’arte digitale sia davvero una forma artistica o sia solo un mezzo di espressione.

E’ pur vero che l’utilizzo di nuovi strumenti per esprimere idee e stati emotivi, attraverso il computer, la fotografia e software di grafica vettoriale, potrebbe fare pensare ad un minor sforzo artistico. Ma questo non è del tutto vero e l’artista stesso sia meno in grado di anticipare il futuro prima di ogni altro. Ci si chiede oggi quindi se arte e tecnologia digitale sia un connubio possibile. Tuttavia mentre la tecnologia avanza non è detto che possa essere un mezzo per esprimere un nuovo tipi di arte, diverso dal passato.

Arte digitale contemporanea

Arte digitale contemporanea: blockchain e intelligenza artificiale

Grazie ad intervento live organizzato da WeWealth, sono stati intervistati Cristina Riboni, partner di CBM & Partners e Italo Carli, head of Arte Generali Italy, per comprendere quale sia il punto della situazione, specialimente sul tema della autenticità che si riflette sul valore stesso dell’opera stessa.

Le tecnologie digitali sono efficaci per il sistema arte?

Si pare un tema abbastanza critico, legato alla completa digitalizzazione del processo di autenticità e circolazione dell’opera. Oggi infatti le tecnologie, come la blockchain, sono particolaemente adatte per registrare le transazioni, ma questo non implica che l’informazione contentuta nella transazione sia quella corretta, ovvero non garantisce la sua qualità.

“Il problema che ancor oggi sembra non avere soluzione (o, almeno, una soluzione univoca, costante e condivisa) è, a mio parere, quello di conciliare la libertà di espressione dell’artista, o di chi gli succede dopo la sua morte, con l’esigenza – a fondamento della maggior parte degli istituti del diritto privato – di dati fattuali indubitabili, sulla base dei quali costruire transazioni e rapporti contrattuali altrettanto certi.

Cristina Riboni, Partner di CBM & Partners – WeWealth

Ci sono però delle tecnologie capaci di garantire l’autenticità e la qualità che potranno aiutare ad indentificare sempre di più un oggetto e le informazioni che custodisce, come ad esempio la firma digitale dell’artista stesso.