Cosa è l’Arte digitale? E chi sono gli artisti che guardano alla tecnologia digitale per realizzare le loro opere?

Sembra semplice rispondere alla prima domanda sull’arte digitale, che nasce poichè realizzata con le nuove tecnologie del XXI secolo, ma non tutti comprendono che si tratta alla fine di un lungo processo che pone le sue ha radici nell’arte stessa, quella che noi definiamo tradizionale. Tuttavia l’arte digitale nasce circa 30 anni fa, una new media art che sis esprimeva con strumenti differenti dalla tela o dalle installazioni per fornire un nuovo tipo di interattività – tramite ad esempio il video o l’arte elettronica relativa alla musica – tra spettatore e artista stesso.

Quello che è cambiato nel tempo, si dice, sia la sua trasmissibilità e soprattutto la sua riproducibilità. Se da una parte queste due elementi amplificano il suo valore al tempo stesso oggi c’è un capovolgimento di rapporti tra l’opera, il suo autore e il fruitore.

Ad iniziare da Andy Warhol Arrivando ad oggi c’è chi afferma che questa forma di espressione si possa avvicinare ad un nuovo surrealismo. Da Warhol infatti, gli artisti digitali hanno fatto tanta strada ispirando nuove tecniche.

László Moholy Nagy, Construction in Enamel, dalla serie-
Telephone Paintings 1922-23

Gli strumenti dell’Arte digitale

L’arte digitale è considerata da molti un’arte minore, cosa che invece molti artisti anche del passato non sostengono. ArtTribune ha pubblicato in un articolo “15 opere da conoscere nel solco della tecnologia” tra le quali troviamo ad esempio, My Boyfriend Came Back From The War, opera del 1996 di Olia Lialina, una delle più precoci riflessioni sul tema della narrazione ipertestuale al tempo del web. Vi è anche l’opera di László Moholy Nagy, dipinti in smalto su acciaio che l’artista “dichiarò di aver ordinato per telefono, trasformando l’opera d’arte in un set di istruzioni comunicabili via telefono”.

Questi sono solo esempi di come il digitale abbia dato il via all’utilizzo di nuovi strumenti per esprimere idee e stati emotivi, attraverso il computer, la fotografia e software di grafica vettoriale. Ma ciò non significa che lo sforzo dell’artista sia minore e l’artista stesso sia meno in grado di anticipare il futuro prima di ogni altro.

Leggi anche: Arte contemporanea digitale: il rapporto tra artisti e tecnologia – Daniele Guidi