Beirut l’esplosione sembra avere trasformato la città in una zona di guerra: quartieri e palazzo in frantumi, per non contare la tragedia umana, oltre ai morti e ai numerossisimi feriti, 300.000 persone ora sono senza casa.

Molti edifici rischiano infatti di crollare e tra chi raccoglie i detriti vi sono gli stessi giovani libanesi a cui tutto il mondo si è avvicinato epriemendo il proprio cordoglio per ciò che è successo. Ma cosa è successo a Beirut? Due grandi esplosioni hanno colpito la città nel pomeriggio del 4 agosto: il fulcro dello scoppio si trova nell’area portuale di Beirut, ma le ragioni dell’accaduto sono ancora oggetto di indagine.

L’esplosione a Beirut, Libano

AnalisiDifesa.it ieri ha riportato questi dati: 135 morti, 100 dispersi e quasi 5mila feriti. Sono numeri importanti che hanno portato all’arresto domiciliare tutti i funzionari del porto di Beirut che dal 2014 erano responsabili dello stoccaggio di nitrato di ammonio e della sua sicurezza.

Ma sul fatto che non si tratti – secondo le sue conoscenze in materia di esplosivi – solo di nitrato di ammonio, parla Danilo Coppe al Corriere.it, in un’intessante servizio.

Coppe infatti è tra gli esplosivisti più famosi d’Italia ed è stato uno dei consulenti per l’abbattimento dei resti del ponte Morandi.

«Non credo al nitrato di ammonio, mi sembra più plausibile un deposito di munizioni ed esplosivi»

Danilo Coppe, Corriere: Beirut, l’esperto di esplosivi: «La nuvola arancione e gli scoppi: ecco perché credo ci fossero anche armi»

Beirut: cosa è che non convince nell’esplosione ?

Sono molte le cose che non convincono l’esplosivista italiano iniziando dalla quantità di nitrato di ammonio, impossibile da contenere nel magazzino scoppiato e in secondo luogo il nitrtao di ammonio nell’esplodere forma una nuvola gialla mentre quella che possiamo vedere nelle immagini è rossa. Il che secondo Coppe sarebbe tipico della presenza di litio, che viene a sua volta usato come propellente per i missili militari.

L’articolo integrale si può leggere online su Corriere.it.

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