Arte e sostenibilità: mentre gli studenti di Design dell’Università di San Marino vengono premiati per un progetto nato intorno all’idea di consumare meno e agire diversamente l’arte digitale si pone l’obiettivo di salvare gli oceani.

Mentre il primo fa parte di uno dei progetti che mirano a rendere San Marino il primo Stato completamente Plastic free, il secondo è la sfida di una giovane italiana per spiegare il clima con l’arte: Cristina Tarquini, che ha firmato un progetto delle Nazioni Unite e di Google Arts e Culture Lab.

L’arte sostenibile per questa artista si basa però su dati scientifici.

«La comprensione scientifica non è facile, l’arte e la comunicazione possono semplificare le cose e rendere fruibili i dati da parte di tutti. Lo stesso vale per le dinamiche sociali, ad esempio la disparità di genere tra uomini e donne, un’altra sfida in cui sono impegnata»

Cristina Tarquini per Corriere.it

L’arte per salvare gli oceani e l’ambiente

Artlif, un progetto realizzato interamente durante il lockdown

Durante il lockdown gli studenti di design dell’università di San Marino, non si sono mai fermati: hanno preparato il loro progetto per partecipare e il video di presentazione, insieme a tutto il materiale fotografico è stato prodotto nelle loro abitazioni.

Il concorso vinto è stato indetto dall’azienda La Chiara Srl che lavora nel settore della depurazione delle acque: i designers Luca Montinori, Maria Chiara Ponzio e Daniele Trebbi hanno quindi lavorato sull’identità aziendale e sui temi della sostenibilità. L’idea su cui è stato incentrato tutto il lavoro è la visione del “consumare meno e agire diversamente”.

L’idea su cui si sono focalizzati i giovani artisti è quella di ridurre il consumo di plastica e lo spreco di acqua.

Arte e sostenibilità: l’oceano riserva di biodiversità e sorprese

Cristina Tarquini invece ha realizzato un sito web che racconta la trasformazione degli oceani dalla rivoluzione industriale ad oggi. Il sito dovrebbe farci comprendere come le acque dell’oceano e la sua biodiversità cambieranno nei prossimi ottant’anni se l’uomo non invertirà la propria rotta.

«Mi hanno chiesto di lavorare a questo progetto utilizzando dei dati da varie fonti ufficiali e io ho scelto gli oceani che, a causa dell’anidride carbonica e dell’innalzamento delle temperature, rischiano di diventare più acidi del 170% entro il 2100».

Questa giovane donna ha presentato il suo progetto in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente: il Google Arts e Culture Lab ha scelto con il suo altri quattro progetti speriamentali di altri artisti che hanno creato esperienze interattive dedicate al cambiamento climatico.

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