Crisi del debito: Christine Lagarde, la presidente della Bce, ha affermato che il Covid non provocherà una nuova crisi dell’euro. Lo ha detto allo European Youth Event 2020 (Ansa), a proposito dell’impatto della pandemia sul Pil dell’Eurozona nel 2020. L’uso del debito non solo è raccomandato, ma è la strada da seguire: la realtà è che tutti i Paesi nel mondo hanno dovuto rispondere aumentando il proprio debito.

“Avremo le nuove stime nel giro di pochi giorni, ma è molto probabile che lo scenario più favorevole sia ormai fuori portata e che la caduta del Pil sarà a metà strada fra lo scenario intermedio (-8%) e lo scenario più grave, che è un po’ più di -12%”.

Christine Lagarde

Non dovrebbe esserci, quindi, nessuna crisi del debito sovrano in vista – a causa dell’impatto Coronavirus – e l’affermazione è stata fatta proprio nel giorno in cui è stato presentato il Recovery Found, così osteggiato dai governi del Nord.

Tuttavia il Recovery Found dovrebbe rappresentare una “buona” notizia per l’Italia: terza in classifica per il debito pubblico mondiale e uno dei PIL più alti al mondo, tra cui il Giappone. Con 172,745 miliardi di euro l’Italia è infatti il maggior beneficiario del fondo, ribattezzato: “Next generation Ue“.

Crisi del debito: la caduta del PIL

Ancora, per la Lagarde, la quale afferma che il debito sia la strada giusta e da seguire, avvisa che il PIL calerà più che durante la grande crisi finanziaria: il calo allora fu tra il 4% e il 5%. Quale sarà il calo attuale? Probabilmente il doppio, ma molto ha affermato dipenderà da quanto velocemente i paesi usciranno dai lockdown e quindi dalla gradualità della ripresa. C’è poi un terzo fattore da tenee in conto e riguarda i settorei colpiti.

Una cosa è certa: l’attuale crisi – di tipo finanziario – sarà peggiore della crisi del 2008 scatenata da un’industria fuori controllo: l’industria finanziaria.