Aumento dei prezzi: inflazione da costi o inflazione da profitti? La crisi provocata dalla pandemia ha duramente colpito molti: quelle attività non legate alla rete o al commercio elettronico si sono impoverite. Alcune attività per resistere aumenteranno i prezzi ma attenzione invece a quelle che cercheranno di trarre profitto dalla situazione.

Non è un fenomeno inedito. La Russia post-sovietica era un Paese povero con prezzi altissimi, ritagliati sul potere d’acquisto della minoranza che poteva spendere. Ovviamente nessuno di noi vorrebbe vivere in un Paese del genere. 

Aldo Cazzullo, Corriere

Aumento dei prezzi: Coronavirus quanto ci costi?

Con le riaperture ci accorgiamo, in molte città, che il rincaro dei prezzi è un tema molto serio. L’aumento non riguarda solo i prezzi dei generi alimentari ma da Roma a Milano, tagliarsi i capelli o bere un caffè costa di più, come spiega il Corriere nella sua guida sui rincari. Se poi si guarda l’analisi del Codancons la stangata si prevede sarà di circa 536 euro a famiglia: gli aumenti sembrano essere giustificati dalla prolungata chiusura delle attività e dai nuovi costi relativi alla sanificazione (anche se, sempre citando il Corriere “il decreto Rilancio prevede un aumento del bonus sanificazione, con un credito d’ imposta del 60% fino a un massimo di 60.000 euro di spesa”). A chiudere la situazione ci pensano poi le regole sul distanziamento sociale che riducendo per forza il numero di clienti avrà di seguito conseguenze sui guadagni.

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Tutti questi fattori, nel loro insieme, stanno già portando ad un aumento dei prezzi che si andrà ad abbattere sul ceto medio e per molti cittadini potrebbe avere un effetto “devastante”, ma il dubbio è appunto su chi ne uscirà vincitore. Secondo Carlo Rienzi, presidente Codacons, si metterebbe in azione un circolo vizioso che non poterebbe vantaggio a nessuno. Sorge allora ancora la domanda se e quando l’Italia si riprenderà dalla crisi.

Ma quali sono i settori a rischio? Nell’allarme Codacons , che si schiera a favore dei contribuenti, vengono riportate le analisi ISTAT che registrano aumenti (2,8% nel mese di Aprile) anche nel settore alimentare che non ha mai chiuso. I settori in cui sono attesi i rincari sono quelli dell’abbigliamento, il comparto ristoranti ma anche i servizi alla persona come parrucchieri o estetiste, ma i rincari ci saranno anche nel settore del turismo, compresi alberghi e trasporti.

‘[…] affinché mantengano stabili i prezzi praticati al pubblico, e non cadano nella tentazione di applicare rincari agli utenti per rifarsi dei minori guadagni di questi mesi. Comprendiamo le difficoltà affrontate dal commercio, ma non è certo aumentando prezzi e tariffe che sarà possibile recuperare le perdite: al contrario eventuali rincari allontaneranno gli italiani dai negozi e determineranno una contrazione dei consumi rispetto al periodo pre-Covid, con danni ingenti per tutti.’

Carlo Rienzi, presidente Codacons

Infine quale è la differenza tra inflazione da costi o inflazione da profitti? L’inflazione da costi è causato dall’aumento dei costi della produzione, quella del lavoro e delle materie prime, mentrre l’inflazione da profitti è determinata solo dal desiderio di aumentare quei profitti. Attenzione quindi a chi potrebbe approfittare della crisi e ai fenomeni speculativi.