Economia mondiale e Coronavirus: la situazione di crisi attuale richiede una risposta globale forte, coordinata coordinata nello spirito di solidarietà ma soprattutto trasparente.

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Anche i leader del G20, come riporta Il Fatto Quotidiano, hanno annunciato il proprio whatever it takes, ossia la disponibilità a fare tutto il necessario per combattere e superare la pandemia di coronavirus e “minimizzare i danni economici e sociali, rilanciare la crescita e mantenere la stabilità dei mercati”. Invitando i Gioverni ad evitare i blocchi commerciali i leader hanno deciso di immettere 5mila miliardi di dollari nell’economia mondiale per superare l’impatto “sociale, economico e finanziario” dell’emergenza. Kristalina Georgieva – direttore generale del Fondo Monetario Internazionale ha affermatto che “Va riconosciuta l’importanza di sostenere i mercati emergenti e quelli in via di sviluppo”. Un aiuto essenziale è quello verso le famiglie deboli e le imprese.

Per quanto riguarda l’Eurogruppo mentre l’accordo potrebbe non bastare Annalena Barbock, leader dei Verdi tedeschi, ricorda che non basta dimostrarsi soldali quindi solo a livello emotivo. Su RaiNews l’intervsta rilasicata a Repubblica: “Per combattere la crisi sanitaria l’accordo potrebbe bastare. Ma non per sostenere investimenti dopo la crisi, per ammortizzarne le enormi conseguenze sociali e per scongiurare che i conti pubblici vadano fuori controllo. Per quello servono ulteriori misure.

Economia mondiale e CorornaVirus: impatto a breve o lungo termine?

Economia mondiale e Cornavirus: quali sono gli scenari futuri che gli economisti ipotizzano?

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Dal Sole24Ore: l’impatto del danno del Coronavirus sull’economia mondiale dipenderà dalla rapidità delle messa in campo delle misure di contenimento del virus e dalla quantità  di soldi che verranno destinati per il sostegno dell’economia reale.

WallStreetItalia: La “de-globalizzazione”, come talvolta la chiamiamo, non è iniziata ieri, ma già qualche anno fa (la quota % dell’export sul totale del Pil ha raggiunto il suo picco dieci anni fa).Molti anni di crescita dei salari a due cifre in Cina hanno reso il Paese meno attraente per le esportazioni.

ISPIOnLine e gli ultimi scenari elaborati da McKinsey: si materializzano due prospettive, la prima prevede un rallentamento globale con la maggior parte dei Paesi che avranno difficoltà a replicare le forti misure intraprese in Cina, ma riusciranno comunque a contenere l’epidemia entro l’estate. In quest’ottica, l’economia si riprenderebbe alla fine del secondo trimestre, ma nel 2020 la crescita del Pil globale scenderebbe dell’1,0-1,5%.