Oro, petrolio e dollaro: nuovi record a Wall Street mentre scendono le quotazioni del petrolio. Daniele Guidi San Marino, ultime notizie su economia .

Dopo lo shock geopolitico dei giorni scorsi, la crisi iraniana e l’attacco alle basi USA in Iraq, le quotazioni del petrolio hanno smesso di correre e si torna a scambiare poco sopra ai 68 dollari al barile.

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Oro, petrolio e dollaro

La reazione di Wall Street arriva dopo le parole di Donald Trump, gli Stati Uniti, afferma «sono pronti alla pace, con tutti quelli che la desiderano». Investitori rassicurati, il Dow Jones sale dello 0,63% a 28.763,03 punti, mentre il Nasdaq avanza dello 0,67% a 9.129,34 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,7% a 3.258,75 punti, volando a un nuovo record storico.

I prezzi del petrolio non accennano a frenare la caduta: a New York, il West Texas Intermediate (WTI) scende sotto quota 60 dollari al barile, a 59,80, perdendo così più del il 4%. A Londra, il Brent cala del 3,56%: il barile del petrolio del Mare del Nord passa di mano a 65,84 dollari (Fonte: Il Sole24Ore).

Oro e petrolio: la corsa al metallo prezioso è sostenuta sia dalle tensioni geopolitiche sia dalle politiche monetarie espansioniste che dalla forte domanda nei Paesi emergenti. Si teme una potenziale interruzione dell’offerta di petrolio? Per quanto riguarda le quotazioni dell’oro sono già aumentate di quasi il 19% lungo tutto il 2019, chiudendo a Londra il 31 Dicembre con 1.517 dollari l’oncia. Lunedi 6 Gennaio 2020 ha raggiunto un nuovo record, 1.588,65 $, il valore massimo dall’Aprile del 2013. Le tensioni in Medio Oriente hanno fatto quindi scattare la corsa all’oro, ma gli esperti affermano che si tratta anche di un mercato del metallo prezioso sempre più ristretto.

Cosa è successo? Gli investori hanno preferito correre verso la sicurezza, d’altronde il metallo prezioso ha già registrato dei progressi durante la Guerra del Golfo, sia dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001. L’oro, in ultima analisi è sempre stato visto come un bene di rifugio alternativo, sempre scelto nei periodi di maggiori difficoltà economiche.

Correlazione tra oro, dollaro e petrolio

Oro, dollaro e petrolio sono gli assoluti protagonisti dell’economia mondiale. La storia del mercato delle correlazioni ha sempre funzionato così: quando il dollaro si rafforza oro e petrolio vanno al ribasso. Le correlazioni solitamente si mantengono costanti ma non è una regola immutabile. Difficile capire le dinamiche che stanno dietro ma sia il dollaro americano che l’oro sono due grandi asset, ma seconda del periodo e degli eventi gli interessi degli investitori tendono ad andare verso l’uno o l’altro.

La correlazione tra petrolio e dollaro è invece inversa: quando il prezzo del petrolio, materia prima, aumenta il dollaro si deprezza. Ad influenzare il prezzo del greggio sono domanda, offerta ma anche la produzione stessa: negli ultimi anni il crollo del suo ha portato l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) a tagliare la produzione di greggio per stabilizzare i prezzi.

Recentemente si parla della compensazione economica USA: ad un dollaro più forte si rapporta un prezzo del petrolio più debole, in questo modo viene mantenuto un equilibrio: le materie interne sono più costese ma diminuisce il prezzo dell’energia.
In tale scenario, una situazione caratterizzata da tassi di interessi bassi (e, nel caso di quelli a breve, anche negativi) rende conveniente l’idea di investire in un asset che, pur non producendo interessi da sé, ha al suo interno un consistente valore intrinseco: l’oro.

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