San Marino: la libertà di stampa è in pericolo? Il 30 Ottobre 2019, in occasione dell’incontro tra Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa italiana (FNSI), e il Segretario all’Informazione Marco Podeschi si sono ricordate le sfide che il giornalismo si trova ad affrontare. Durante l’udienza con i capitani Reggenti, i Capi di Stato hanno ricordato che la libertà di stampa esige “un impegno continuo e costante per riuscire a garantire un’informazione indipendente e credibile, scevra da ogni tipo di pressione e di condizionamento”.

San Marino – libertà di stampa e libera informazione

In occasione dell’incontro è stato firmato un protocollo di intesa tra USGI e FNSI che ha lo scopo di consolidare la reciproca collaborazione ambito nazionale ed internazionale, per la tutela del diritto e della libertà di informazione e per una sinergia che avrà lo scopo di promuovere la formazione in ambito giornalistico. Il rapporto tra UGSI e FNSI è consolidato grazie alla loro partecipazione attiva come membri effettivi dell’European federation of journalists (Efj) e dell’International federation of journalists (Ifj).

San Marino: libertà di stampa e diritto all’informazione attendibile

Durante la Mondiale della Libertà di Stampa — proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 3 Maggio —  i capitani Reggenti hanno rinnovato l’impegno della Repubblica di San Marino al rispetto della libertà di opinione e “sulla libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee, senza limiti di frontiera e senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche. Diritti fondamentali, peraltro, già sanciti dall’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dall’articolo 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali”. (…continua a leggere su SanMarinoTv.sm )

Questo impegno viene rinnovato non solo in ricordo di chi ha pagato con la proprio vita per avere voluto essere testimone diretto della realtà, nel giornalismo di inchiesta e di denuncia, ma nel nome di tutti quei giornalisti, in tutto il mondo — e anche nei Paesi in pace — che continuano ad essere uccisi per il loro lavoro di informazione, contro criminalità, fatti politici e corruzione.

E’ infatti un altro articolo di San Marino Tv che ricorda come i giornalisti corrano rischi e pericoli, compresa la loro stessa vita, a causa di intimidazioni e pressioni che condizionano il loro lavoro limitandone l’autonomia: “i giornalisti continuano ad essere uccisi per il loro lavoro di informazione”.

I dati che emergono da un rapporto dell’Unesco parlano chiaro: negli ultimi cinque anni “le uccisioni sono aumentate del 18%, proprio in Stati con una situazione pacifica(Stati Arabi, America Latina, Caraibi e Asia)e quasi il 90% dei responsabili dei 1109 delitti tra il 2006 e il 2018 non è stato punito. A tutto ciò vanno aggiunti elementi come minacce di perseguimento penale, arresti e ostacoli nell’accedere alle informazioni”.

Il segretario generale Onu Antonio Guterres ha affermato che se non si riesce a proteggerli “sarà estremamente difficile per noi rimanere informati e contribuire al processo decisionale” (continua a leggere su San Marino Tv).

San Marino: la disinformazione rischia di compromettere la democrazia

Se da una parte la Repubblica di San Marino dichiara che “il diritto all’informazione che oggi dobbiamo ancor più impegnarci a tutelare è il diritto ad un’informazione attendibile perché trasparente, accurata, soggetta ad un’onesta e responsabile verifica dei fatti e al rispetto di quella deontologia che rappresenta anche la miglior garanzia di credibilità e di fiducia” Imola Oggi sottolina invece come a San Marino si pratichi la censura su notizie finanziarie di interesse internazionale con la collaborazione della stampa italiana. Imola Oggi accusa la censura di notizie finanziarie: “del resto Asset Banca non aveva forse minacciato tra le righe le croniste de Il Fatto Quotidiano quando più di un lustro fa misero il becco in questa faccenda?”

Leggi l’articolo su ImolaOggi.it

Per ultimo, mentre oggi ci stiamo interrogando sulla libertò di stampa e il ruolo dei media nella democrazia, le nuove tecnologie ci espongono invece al rischio di una crescente disinformazione. E quale sia il rischio è ben visibile sin da ora.

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