Banche Centrali in crisi? Dopo l’annuncio di Mario Draghi di un allentamento quantitativo per rilanciare l’Eurozona i mercati si aspettavano una qualche sorta di stimolo economico.

L’allentamento quantitativo, o Quantitative Easing, è un insieme di strumenti che le banche centrali utilizzano per intervenire nel sistema economico di modo da poter aumentare il quantitativo di moneta in circolazione e ridurre il tasso di interesse abbassando il costo del denaro. Ma sembra che questo non sia sufficiente per una spinta economica soddisfacente.

Ma perché la Bce continuerà a comprare titoli? Quali sono gli effetti di queste decisioni? E chi ne sopporta i principali rischi?

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La BCE il suo lo ha fatto. Ora come risponderà la Fed? Ecco come Andrea Conti, responsabile Macro Research di Eurizon, ha commentato a caldo le mosse di Draghi.

Le banche centrali dicono che il peggio deve ancora venire

Banche centrali in crisi? I mercati così dipendono sempre di più dalle decisioni e azioni delle banche centrali: la Fed decide intanto di far partire in anticipo il nuovo ciclo di acquisti diretti senza attendere i 15 giorni che la dividevano dal Fomc del 29–30 ottobre.

Il nuovo Qe, che parte oggi 17 ottobre 2019: avrà due appuntamenti fissi settimanali per lo shopping della Banca centrale Usa, il lunedì e il mercoledì: poco più di 7,5 miliardi alla volta, arrivando a totalizzare circa 60 miliardi a mese, presumibilmente fino almeno a maggio-giugno 2020. Secondo le analisi il sistema ormai è basato sul Qe strutturale, senza denaro creato dal nulla non campa più di un trimestre. Se si procede così la dipendenza aumenterà sempre di più. 

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Crisi di liquidità: la Fed parte con il nuovo Qe

Il nuovo Qe dovrebbe tamponare la crisi di liquidità con 60 miliardi al mese almeno fino a giugno 2020, al fine di “riportare il bilancio delle riserve su un livello ampio o comunque pari a quello precedente al settembre 2019”. I funzionari però dicono che questi acquisti non assomigliano alle campagne di stimolo all’acquisto tra il 2008 e il 2014 per sostenere l’economia.

Fed | Wall Street

Cosa sta accadendo dunque? 

Il 15 Ottobre la Fed ha iniziato ad acquistare buoni del Tesoro ad un ritmo iniziale di $ 60 miliardi al mese perché i funzionari hanno concluso che la disfunzione del mese scorso in mercati di prestiti a brevissimo termine potrebbe essere dovuta al fatto che il suo portafoglio da $ 4 trilioni di dollari si sarebbe ridotto troppo.

Cosa è quindi successo nei mercati monetari il mese scorso?

I grandi pagamenti delle imposte sulle società e le transazioni in aste del Tesoro il 16 settembre hanno comportato un grande trasferimento di denaro dalle banche al governo. Una discrepanza nella domanda e nell’offerta di liquidità mette sotto pressione un mercato già critico, ma le iniezioni di liquidità continueranno, e Wall Street guarda con paura alla fine dell’anno: periodo in cui la capacità delle banche di erogare prestiti a breve termine è notevolmente ridotta, vista l’esigenza di fare un po’ di pulizia nei bilanci. Un banchiere senior di Wall Street ha sentenziato: “Il danno è fatto. Il mercato è rimasto scottato. La Fed, a questo punto, dovrà concentrarsi su quello che accadrà alla fine dell’anno”.

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