Economia e Finanza Digitale? Opportunità per migliorare la competitività

Stiamo facendo girare l’economia digitale del ventunesimo secolo su un sistema operativo che risale all’epoca delle macchine da stampa del tredicesimo secolo. L’opportunità dell’era digitale e la sensibilità che sta diffondendo è di riprogrammare il denaro in modo da favorire lo scambio rispetto all’accumulo – il flusso rispetto alla crescita. [Douglas Rushkoff].

L’ economia digitale rappresenta per l’Italia l’opportunità per migliorare la competitività delle imprese e il benessere dei cittadini: ma ben distante dalle vette europee l’Italia (25° su 28 paesi europei) sembra essere in forte ritardo. Sebbene il digitale sia la vera forza che sta alimentando i cambiamenti politici e sociali contemporanei, un ritardo nei trend tecnologici più significativi, la ritrosia culturale delle imprese, i gap infrastrutturali e i contesti normativi e amministrativi ancora poco favorevoli sembrano fermarne l’ascesa. Ma se questo sembra preoccupante non consola sapere che “tra le prime 20 aziende internet per capitalizzazione al mondo, l’Europa è la grande assente, sono presenti solo compagnie americane e cinesi”.

Una panoramica completa sullo stato del digitale in Italia è presente nel Rapporto sul Digitale 2018 del Centro Economia Digitale che riconosce come primo indispensabile fattore economico la conoscenza. Conscenza significa in primo luogo l’attenta selezione e strutturazione di dati e analisi, a cui segue necessariamente la loro personalizzazione e comunicazione. Tuttavia, mentre il futuro accelera e la tecnologia avanza rapidamente, le organizzazioni e le competenze sembrano a muoversi ad un ritmo molto, troppo lento.

L’economia digitale sta rivoluzionando il mondo finanziario

Mentre l’economia digitale rimane la sfida del nostro tempo, il più decisivo elemento di sviluppo economico di questo tempo è rappresentato dalle piattaforme digitali. Grazie ai dati estratti o rilasciati dagli utenti, senza consapevolezza, queste ultime hanno iniziato a vendere prodotti sempre più personalizzati, grazie anche al miglioramento dei sistemi di intelligenza artificiale.

Nel mercato però si fanno spazio attori innovativi che stanno rivoluzionando a loro volta il settore finanziario: anche qui si inizia a comprendere l’elevato valore dei dati (che per gli istituti finanziari sono una fonte di valore) e delle informazioni digitali anche se in Italia solo il 40% degli istituti finanziari cita i Big Data Analytics nei suoi piani strategici, poco o per nulla utilizzati nei piani finanziari. La ricerca dell’Osservatorio Digital Finance del Politecnico di Milano, commentata da ManagerItalia, rileva che solo il 18% degli istituti tradizionali utilizza strumenti digitali avanzati. Di fronte ad un estrema incertezza anche la rivoluzione della critpovaluta Bitcoin e della Blockchain lascia poco spazio alla sperimentazione. Il ritardo si legge in termini di efficacia ed efficienza e le piattaforme utilizzate per l’Asset Management sono quasi assenti.

Le Banche italiane, infine, che hanno visto ridursi ricavi e utili, dovranno obligatoriamente cavalcare la digitalizzazione, che non è altro il prezzo da pagare per restare competitivi sul mercato.